Design e Diritti: Come il Brevetto Ha Definito la Storia della Gibson Les Paul
In Italia il brevetto per l’invenzione è l’istituto giuridico, disciplinato dagli artt. 2584 ss. del Codice Civile e dal Codice della Proprietà Industriale, nato con lo scopo di tutelare tutte le invenzioni che rispettino i requisiti della novità, dell’originalità e dell’industrialità.
Preliminarmente è opportuno osservare il contenuto dell’art. 2585 c.c. che fornisce un breve elenco esemplificativo idoneo a individuare cosa può essere oggetto di brevetto, nello specifico “un metodo o un processo di lavorazione industriale, una macchina, uno strumento, un utensile o un dispositivo meccanico, un prodotto o un risultato industriale e l'applicazione tecnica di un principio scientifico, purché essa dia immediati risultati industriali”.
Tale invenzione affinché sia suscettibile di tutela deve anzitutto rispettare il requisito della novità, ricorrente ex art.46 del Codice della Proprietà Industriale ogni qualvolta l’invenzione “non [sia] compresa nello stato della tecnica”, intendendosi per stato della tecnica “tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all'estero prima della data del deposito della domanda di brevetto”. Tuttavia, come già anticipato, la sola novità non è sufficiente a garantire la tutela giuridica di un’ invenzione, bensì sono necessarie altre due caratteristiche: l’industrialità, intesa come capacità “[dell’]oggetto [di] essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria”, e l’originalità, ossia quando l’invenzione “per una persona esperta del ramo, […] non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica”
Il brevetto è dunque l’atto giuridico che ha lo scopo di garantire all’inventore l’uso esclusivo dell’invenzione, e quindi il suo sfruttamento economico. L’invenzione, infatti, quale strumento che migliora la posizione dell’inventore/imprenditore nel mercato concorrenziale necessità di tutela al fine di evitare abusi. Non solo, in seguito a un’invenzione, il rapporto che nasce non è solo tra l’inventore/imprenditore e il mercato ma anche con la collettività (quasi classificabile a detta di chi scrive come contratto tra due soggetti) la quale detiene un interesse alla disponibilità dell’invenzione e soprattutto alla non dispersione del sapere che ne sta alla base.
Prima di procedere all’applicazione di tale istituto giuridico al settore musicale, e nello specifico degli strumenti musicali, è cruciale sottolineare come la tutela garantita dalla disciplina sopra illustrata rimanga limitata al territorio dello Stato Italiano, per cui qualora si volesse ottenere una tutela più ampia, ben oltre i confini territoriali, sarà opportuno ricorrere alla registrazione del brevetto dell’invenzione presso l’European Patent Office (EPO) a livello Europeo, o WIPO (World Intellectual Property Organization) a livello internazionali, altrimenti ricorrere a una registrazione presso i singoli stati di interesse.
Dato che la vicenda che analizzeremo di seguito si è sviluppata negli Stati Uniti al fine di una maggiore chiarezza espositiva riportiamo i tre requisiti perfettamente sovrapponibili della novelty, non-obviousness e utility richiesti dal Title 35 del United States Code (U.S.C.), in particolare il Patent Act, ai fini della brevettabilità di un’invenzione.
Finalmente giunti alla parte sicuramente più interessante dell’articolo, possiamo presentare il protagonista della nostra vicenda: la chitarra elettrica Gibson Les Paul.
Se per noi oggi è scontato immaginare una chitarra elettrica con un corpo unico questo è dovuto alla Gibson Brands, Inc. che insieme all’inventore Les Pauls (pseudonimo di Lester William Polsfuss) negli anni ’50 rivoluzionarono il settore musicale, fino a quel momento infatti tutte le chitarre elettriche erano hollow-body (cioè a cassa vuota) che presentavano non irrilevanti problemi di feedback ad alto volume. L’azienda americana insieme al chitarrista e inventore Les Pauls decisero così di realizzare una chitarra con un corpo solid-body in grado di ridurre il feedback, migliorare il sustain e garantire un suono più definito. Oltre a ciò, l’azienda brevettò anche altre componenti della chitarra quali il Pickup Humbucker, ossia i doppi magneti per eliminare il suono di fondo, il Ponte Tune-O-Matic, in grado di regolare l’intonazione in maniera più precisa e l'altezza delle corde, il design ergonomico a spalla mancante e il manico incollato (set-neck).
La portata innovativa fu tale che numerose aziende produttrici di strumenti musicali apprezzarono le migliorie e inevitabilmente adattarono la loro linea di produzione cercando di avvicinarsi il più possibile al modello della Gibson Les Paul, qualcuno forse un po’ troppo.
Nel 2004 infatti la Gibson citò in giudizio l’altrettanto nota società americana produttrice di chitarre Paul Reed Smith Guitars, Inc. Quest’ultima veniva accusata di aver violato il brevetto della Gibson Les Paul per via del nuovo design delle chitarre scelto dalla PRS Guitars e per il nome scelto per il nuovo modello di chitarra: “Singlecut”. Gibson sosteneva che non si trattasse di una semplice somiglianza del design piuttosto di un’imitazione vera e propria nonché di un atto di concorrenza sleale per agganciamento legato alla scelta del nome della chitarra (Singlecut), il quale si riferiva proprio alle caratteristiche distintive della Les Pauls.
La controversia andò avanti per anni, risolvendosi poi in sede extra-giudiziale grazie a un accordo raggiunto dalle parti in cui Gibson ha ottenuto il riconoscimento dell’uso esclusivo del brevetto relativo alla Les Pausl e la PRS si impegnò a modificare leggermente il design per evitare ulteriori controversie legali. Questa è la dimostrazione di come grazie alla tutela giuridica fornita dai brevetti le aziende possano proteggere le loro innovazioni tecnologiche e estetiche, evitando somiglianze troppo evidenti.
Gli scenari applicativi della disciplina potrebbero essere molteplici, in questa sede si è scelto di trattare un caso emblematico e relativo a un periodo storico in cui non vi erano particolari dubbi interpretativi. Oggi però alla luce delle recenti innovazioni tecnologiche pare inevitabile lasciarci con un interrogativo: e se la Gibson Les Paul fosse stata progettata dall’IA?





